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2008

  • Il Paese degli idioti

i Tato Russo da Dostoevskij

Una Produzione del Teatro Bellini - Napoli

con


Tato Russo
Marcello Romolo
Gabriele Russo
Aldo Bufi Landi
Christine Grimandi
Marina Lorenzi
Annamaria Ackermann
Elisabetta Ventura
Irene Grasso
Francesco Ruotolo
Renato De Rienzo
Massimo Sorrentino
Sofia Rosa Landi
Luigi Cesarano
Giulio Fotia


Scene e Costumi di Lorenzo Ghiglia
Musiche originali di Stefano Marcucci
Movimenti Coreografici di Laura Zaccaria
Disegno luci di Palladino


Regia di Alvaro Piccardi

Tema Romantico
Sala da tè
  • Lascio alle mie donne

di Diego Fabbri

Una Produzione Broken Silence s.r.l.

 


Regia di Nanni Fabbri

con 
Lello Arena
Angiola Baggi 
Sebastiano Tringali
Tiziana Bagatella
Luciana Negrini
Emanuela Trovato 

scene Enrico Benaglia 
costumi Giorgio Ricchelli 
musiche Stefano Marcucci 



“Lascio alle mie donne” è il seguito ideale de “Il seduttore”. I personaggi sono gli stessi: la moglie, l’amante e la giovane, manca il seduttore, che è morto improvvisamente in un incidente d’auto. Renato Severini, personaggio di spicco di una grossa città di provincia, era un famoso avvocato e divideva lo studio legale con l’amico Enrico, notaio, uomo timido e schivo a cui lo stile di vita di Renato creava non poco imbarazzo. Spesso infatti, Renato lo metteva a parte della sua vita, facendo di Enrico un suo complice, ma lui quella complicità non la cercava, anzi non la voleva, visto che la sua vita di scapolo si svolgeva serena e senza scosse. Alla morte di Renato è Enrico che dà lettura del testamento a Virginia, la moglie, e ad Olga l’amante, della cui esistenza Virginia è ignara. Ma c’è un’altra sorpresa, anche per Olga: è Isabella , una ragazza molto giovane, a sua volta stupita del lascito, anche se solo simbolico, di Renato. Tutto il patrimonio va alle due donne, a patto che si frequentino per un anno, almeno per un’ora al giorno, tutti i giorni anche quando sono malate e cerchino di diventare amiche. Non ci sono possibilità di repliche, altrimenti tutto andrà nelle casse del prestigioso, ma da loro odiato, Circolo della Caccia. Il povero Enrico, nelle vesti di curatore testamentario, dovrà controllare e vigilare che ogni cosa si svolga correttamente per poter così, alla fine dell’anno, assegnare loro l’eredità. Le due donne, all’inizio recalcitranti, non vorrebbero, poi convinte da Enrico, accettano la sfida. Virginia e Olga cominciano a vedersi, e, spinte dalla curiosità e dal desiderio di scoprire aspetti inediti dell’amato Renato, anche a parlarsi. Ma insieme agli incontri iniziano anche i controlli da parte di Enrico che le sorveglia a distanza, coadiuvato da Gaetano, il giovane di studio, che giovane non è più da tempo. Enrico, senza rendersene conto, comincia ad immedesimarsi nella vita di Renato fino a volerlo sostituire nel cuore delle due donne. Anche Enrico infatti sarà cambiato dalla forza straordinaria dell’amore. Anche per lui, inaspettatamente, sarà vita nuova. Messaggio d’amore, dunque, come in tutto il teatro fabbriano, e ancora una volta in chiave brillante.

Lascio alle mie donne - Finale I Atto
Lascio alle mie donne - Inizio II Atto