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2002

  • Agata

di Rocco Familiari

La Compagnia Loes Kamsteeg e Regione Calabria Assessorato al Turismo - Accademia d'Arte Drammatica della Calabria 


Con:

Laura Nardi  (Agata)
Cristian Giammarini (Salvo)
Giorgio Lupano (Manfredi)
Adriana Alben (Filippa)
Daniela Di Bitonto (Porzia)
Adriano Giammanco (Maresciallo)
Massimo Marcone (Appuntato)
Gabriele Picciotto (Confessore)



e con gli Allievi dell'Accademia d'Arte Drammatica della Calabria:


Tino Calabrò
Domenico Carrara
Santina Carrozza
Daniela Guerrieri
Gianluca Mancuso
Fiorella Mangano
Demetrio Mazzotta
Giovanna Mortellaro
Gabriele Picciotto
Antonella Pirrotta
Maria Rita Seminara
Paola Signorino
Marzia Zito



Regia di Walter Manfrè


Scene e Costumi: Andrea Stanisci
Musiche: Stefano Marcucci


Organizzatore: Federico Alessi
Scene realizzate da: Studio Archimede
Costumi realizzati da: Maya servizi srl
Foto di scena: Giuseppe Lacquaniti
Materiale Fonico ed Elett.: Sud Service srl
Service Calabria: Ruggero Pegna
Trasporti: De Simone
Ufficio Stampa: Filippo D'Antoni
Grafica: Caterina Pegna
Produzione: FarFilms srl 



Sotto un grande copriletto dipinto, Agata e Manfredi, sposi ignari, fanno l'amore per l'ultima volta, prima che un destino inaspettato e crudele porti via Manfredi, ucciso per un futile motivo.
Nella mente e nel corpo di Agata insieme conviveranno da questo momento la vita stessa di Manfredi e il desiderio di una vendetta che non può essere in nessun modo placata.
Non piange Agata, non delira, lucidamente va alla ricerca di quella mano che ha ucciso suo marito, indifferente alla legge comune e ai discorsi di una realtà provinciale che s' intuisce mediterranea, ma che è anche una realtà  universale.
Non basta la legge comune quindi, non servono le parole di una madre, non c'è tempo per ascoltare, cosa sono pochi mesi di carcere che potrebbero essere dati ai colpevoli paragonati "alla fine della vita di un angelo", come dice Agata.
Salvo, il giovane e tronfio assassino, morrà quindi proprio per mano di Agata, che, suicida, risulterà alla fine innocente per la legge comune, ma comunque colpevole per un "coro" popolare fatto di prefiche e comari, che, come in una tragedia moderna, condannano supponendo e giudicano conoscendo una verità che è solo apparente.
Rocco Familiari ci ha presentato una sua opera nuova, bellissima, che possiede lo spessore tragico delle grandi opere classiche, ma che ha lo stile di un'opera di assoluta modernità.
Presentata fuori programma alla IV Rassegna di Teatro Classico che si è svolta a Locri nell'Area Archeologica del tempio di Marasà, lo spettacolo che è diretto con maestria da Walter Manfrè - uno dei registi oggi più convincenti del teatro europeo - è stato seguito ieri sera da un pubblico numeroso, attento e profondamente emozionato, che al termine del lavoro ha lungamente applaudito tutti gli interpreti.
Frutto della collaborazione produttiva fra la FarFilms di Roma e l'Accademia d'Arte Drammatica della Calabria, che ogni anno di più sembra - grazie all'instancabile lavoro del suo Presidente Francesco Zinnato e di tutti i suoi esperti collaboratori - una delle realtà produttive migliori in Italia, ma anche in Europa, per qualità e per scelta culturale, lo spettacolo proseguirà  le sue repliche ancora per pochi giorni.
Grande prova interpretativa e d'identificazione al personaggio è stata quella della giovane protagonista Laura Nardi, sicuramente una promessa del nostro teatro, vibrante e cristallina, che ha raccolto in se', come in un fragile scrigno, le forti emozioni dell'amore, della passione, del sacrificio e della vendetta.
Bravi anche gli altri interpreti: Cristian Giammarini, un Salvo provocante ed odioso carnefice, ma anche pavida ed ignara vittima, Giorgio Lupano un Manfredi che sembrava uscito da un dipinto neoclassico, un eroe inconsapevole, un amante tenero e una vittima predestinata, Adriano Giammanco un credibile e umano maresciallo dei Carabinieri, Massimo Marcone giovane e timido appuntato, innamorato respinto dalla impossibilità  di riamare di Agata, Adriana Alben e Daniela Di Bitonto le due madri, solenni nel dolore come due icone tragiche, ed infine, con una menzione particolare, i giovani Allievi dell'Accademia, sicuri e maturi interpreti dei personaggi popolari dell'opera, giovani che dimostrano di lavorare con rigore e professionalità grazie certamente alla guida di un regista come Manfrè, che ci ha abituato ormai alle ottime performances con giovani interpreti, ma anche grazie ad una minuziosa e mirata preparazione ottenuta nei mesi di lavoro fatti insieme ai docenti dell'Accademia. 
E ci piace ricordarli uno per uno questi giovani Allievi: Santa Carrozza, Daniela Guerrieri, Fiorella Mangano, Giovanna Mortellaro, Antonella Pirrotta, Maria Rita Seminara, Paola Signorino, Maria Zito che hanno dato voce al coro popolare delle "prefiche" e delle "comari", mentre Cateno Calabrò, Domenico Carrara, Gianluca Mancuso, Demetrio Mazzotta, Gabriele Picciotto erano i giovani "bulli" che animavano una discoteca.
Allo riuscita dello spettacolo di Manfrè, che, come ripetiamo, ha avuto un grandissimo successo, hanno sicuramente contribuito le musiche di Stefano Marcucci piene di atmosfera mediterranea e le realistiche scene e costumi di Andrea Stanisci.

Agata Tema

di Rocco Familiari

La Compagnia Loes Kamsteeg e Regione Calabria Assessorato al Turismo - Accademia d'Arte Drammatica della Calabria 


Con:

Laura Nardi  (Agata)
Cristian Giammarini (Salvo)
Giorgio Lupano (Manfredi)
Adriana Alben (Filippa)
Daniela Di Bitonto (Porzia)
Adriano Giammanco (Maresciallo)
Massimo Marcone (Appuntato)
Gabriele Picciotto (Confessore)



e con gli Allievi dell'Accademia d'Arte Drammatica della Calabria:


Tino Calabrò
Domenico Carrara
Santina Carrozza
Daniela Guerrieri
Gianluca Mancuso
Fiorella Mangano
Demetrio Mazzotta
Giovanna Mortellaro
Gabriele Picciotto
Antonella Pirrotta
Maria Rita Seminara
Paola Signorino
Marzia Zito



Regia di Walter Manfrè


Scene e Costumi: Andrea Stanisci
Musiche: Stefano Marcucci


Organizzatore: Federico Alessi
Scene realizzate da: Studio Archimede
Costumi realizzati da: Maya servizi srl
Foto di scena: Giuseppe Lacquaniti
Materiale Fonico ed Elett.: Sud Service srl
Service Calabria: Ruggero Pegna
Trasporti: De Simone
Ufficio Stampa: Filippo D'Antoni
Grafica: Caterina Pegna
Produzione: FarFilms srl 



Sotto un grande copriletto dipinto, Agata e Manfredi, sposi ignari, fanno l'amore per l'ultima volta, prima che un destino inaspettato e crudele porti via Manfredi, ucciso per un futile motivo.
Nella mente e nel corpo di Agata insieme conviveranno da questo momento la vita stessa di Manfredi e il desiderio di una vendetta che non può essere in nessun modo placata.
Non piange Agata, non delira, lucidamente va alla ricerca di quella mano che ha ucciso suo marito, indifferente alla legge comune e ai discorsi di una realtà provinciale che s' intuisce mediterranea, ma che è anche una realtà  universale.
Non basta la legge comune quindi, non servono le parole di una madre, non c'è tempo per ascoltare, cosa sono pochi mesi di carcere che potrebbero essere dati ai colpevoli paragonati "alla fine della vita di un angelo", come dice Agata.
Salvo, il giovane e tronfio assassino, morrà quindi proprio per mano di Agata, che, suicida, risulterà alla fine innocente per la legge comune, ma comunque colpevole per un "coro" popolare fatto di prefiche e comari, che, come in una tragedia moderna, condannano supponendo e giudicano conoscendo una verità che è solo apparente.
Rocco Familiari ci ha presentato una sua opera nuova, bellissima, che possiede lo spessore tragico delle grandi opere classiche, ma che ha lo stile di un'opera di assoluta modernità.
Presentata fuori programma alla IV Rassegna di Teatro Classico che si è svolta a Locri nell'Area Archeologica del tempio di Marasà, lo spettacolo che è diretto con maestria da Walter Manfrè - uno dei registi oggi più convincenti del teatro europeo - è stato seguito ieri sera da un pubblico numeroso, attento e profondamente emozionato, che al termine del lavoro ha lungamente applaudito tutti gli interpreti.
Frutto della collaborazione produttiva fra la FarFilms di Roma e l'Accademia d'Arte Drammatica della Calabria, che ogni anno di più sembra - grazie all'instancabile lavoro del suo Presidente Francesco Zinnato e di tutti i suoi esperti collaboratori - una delle realtà produttive migliori in Italia, ma anche in Europa, per qualità e per scelta culturale, lo spettacolo proseguirà  le sue repliche ancora per pochi giorni.
Grande prova interpretativa e d'identificazione al personaggio è stata quella della giovane protagonista Laura Nardi, sicuramente una promessa del nostro teatro, vibrante e cristallina, che ha raccolto in se', come in un fragile scrigno, le forti emozioni dell'amore, della passione, del sacrificio e della vendetta.
Bravi anche gli altri interpreti: Cristian Giammarini, un Salvo provocante ed odioso carnefice, ma anche pavida ed ignara vittima, Giorgio Lupano un Manfredi che sembrava uscito da un dipinto neoclassico, un eroe inconsapevole, un amante tenero e una vittima predestinata, Adriano Giammanco un credibile e umano maresciallo dei Carabinieri, Massimo Marcone giovane e timido appuntato, innamorato respinto dalla impossibilità  di riamare di Agata, Adriana Alben e Daniela Di Bitonto le due madri, solenni nel dolore come due icone tragiche, ed infine, con una menzione particolare, i giovani Allievi dell'Accademia, sicuri e maturi interpreti dei personaggi popolari dell'opera, giovani che dimostrano di lavorare con rigore e professionalità grazie certamente alla guida di un regista come Manfrè, che ci ha abituato ormai alle ottime performances con giovani interpreti, ma anche grazie ad una minuziosa e mirata preparazione ottenuta nei mesi di lavoro fatti insieme ai docenti dell'Accademia. 
E ci piace ricordarli uno per uno questi giovani Allievi: Santa Carrozza, Daniela Guerrieri, Fiorella Mangano, Giovanna Mortellaro, Antonella Pirrotta, Maria Rita Seminara, Paola Signorino, Maria Zito che hanno dato voce al coro popolare delle "prefiche" e delle "comari", mentre Cateno Calabrò, Domenico Carrara, Gianluca Mancuso, Demetrio Mazzotta, Gabriele Picciotto erano i giovani "bulli" che animavano una discoteca.
Allo riuscita dello spettacolo di Manfrè, che, come ripetiamo, ha avuto un grandissimo successo, hanno sicuramente contribuito le musiche di Stefano Marcucci piene di atmosfera mediterranea e le realistiche scene e costumi di Andrea Stanisci.

  • Andromaca

di Jean Racine

 

Produzione: Il Teatro dei due Mari

II ciclo di spettacoli classicinegli antichi teatri Greco - Romani della Sicilia 
Taormina - Teatro greco Venerdi 24 maggio 2002 ore 18,00


Adattamento di Filippo Amoroso
In collaborazione col Teatro Biondo Stabile di Palermo



Regia di Mariano Rigillo


con: 

Anna Teresa Rossini 
Luca Biagini
Martino Duane
Liliana Massari
Camillo Grassi
Mirella Mazzaranghi
Francesco Cutrupi
Davide D'Antonio
Francesco Frangipane

Michela Venturini (soprano)

Claudio J.Bielli (pianoforte)



Scene e Costumi: Marina Luxardo
Musiche: Stefano Marcucci e Pino Cangialosi




Andromaca, io penso a voi! Quel breve fiume, misero specchio dove un tempo la maestà immensa del vostro dolore vedovile splendette, quel bugiardo Somoenta che gonfia delle vostre lacrime, mi ha di colpo fecondato la fertile memoria …
Andromaca, caduta dalle braccia di uno sposo magnanimo, avvilita sotto la mano del superbo Pirro; di Ettore, ahimè, la vedova, e di Eleno la sposa, voi nell'estasi chinata sopra un vuoto sepolcro.
Charles Baudelaire

 

Funèbre da Andromaca
  • Anfitrione


di Tito Maccio Plauto 

 

APAS Produzioni Teatrali - Sebastiano Calabrò 

Sarsina, giovedì 18 luglio 2002


Traduzione di Renato Oniga
Adattamento di Michele Mirabella

 

Regia di Michele Mirabella


Musiche di Stefano Marcucci
Costumi di Lino Cavallo


con:

Maurizio Micheli (Sosia)
Benedicta Boccoli (Alcmena)
Claudio Angelini (Anfitrione)
Sergio Basile (Giove)


L’idea guida per mettere in scena l’Anfitrione, commedia delle commedie e capolavoro di Plauto, nasce da alcune forti suggestioni: innanzi tutto la forza di due antonomasie (Anfitrione e Sosia), che evocano topoi e questioni, che sono trapassate dal mondo romano al nostro per vie misteriose ed impalpabili.
Tra i versi e il gioco scenico, tra i lazzi fescennini e le poetiche intuizioni, nell’intrusione geniale delle contaminazioni, ci pare di intravedere la sorridente e sovversiva iconoclastia di Plauto che, lungi dall’essere il mestierante abile ma un po’ superficiale che ci hanno abituato a conoscere, abbatte come birilli alcuni dei più radicati e marmorei tabù dell’antichità.
Plauto, introducendo il concetto del “sosia”, si affaccia sull’abisso dell’io, toccando il tema dell’identità, entra, forse per la prima volta nel mondo antico, “dentro e nel fondo” del personaggio. Ed è proprio l’incontro di Sosia col suo “doppio”, di notte e alla luce di una lanterna, a dare l’avvio al fluire degli eventi e dei conflitti.
L’originalità di Plauto deriva principalmente dal fatto che egli, uomo di buona cultura ed esperto letterario, scrive da teatrante, tenendo sempre presente che il pubblico a cui deve rivolgersi è prevalentemente popolare. Di qui verve comica continua, la brillantezza del dialogo, la tensione dell’intreccio, senza pause riflessive o introspettive.
Il testo, il cui adattamento è curato da Micheli e Mirabella, e gli interventi musicali appositamente realizzati da Stefano Marcucci, creano una commedia estremamente godibile, piena di gags e ricca di situazioni comicissime, di sicura presa del pubblico.

Anfitrione - Tema 1
Anfitrione - Tema 2
Anfitrione - Tema 3
  • Caffè dei Naviganti


di Corrado Alvaro 

 

 28 Settembre ore 21 

Accademia d'Arte Drammatica della Calabria -  Premio nazionale Corrado Alvaro



con:

Dimi De Delphes

e con gli allievi-attori dell'Accademia d'Arte Drammatica della Calabria:

Sara Bevilacqua
Tino Calabrò
Francesco Cotroneo
Daniela D'Agostino
Manola Falleti
Gianluca Mancuso
Gabriele Picciotto
Laura Pugliese
Francesco Sgrò
Maria Grazia Teramo

 

Musiche: Stefano Marcucci

Scene e Costumi: Barbara Martelli e Samanta Uliva

 

Regia di Walter Manfrè



Luci: Giuseppe Ardizzone
Assistenti alla regia: Bernardo Migliaccio Spina e Clorinda Passeri
Direttore di scena: Enzo Saffioti
Elettricista: Elio Cannizzaro
Foto di scena: Giuseppe Lacquaniti 


San Luca, la città natale di Corrado Alvaro, ha ospitato un evento di eccezionale significato culturale. Nell'ambito del Premio intitolato al grande scrittore calabrese, sabato 28 settembre, promosso dall'omonima Fondazione, è stata rappresentata a cura dell'Accademia d'Arte Drammatica della Calabria, per la regia di Walter Manfré, la commedia "Caffé dei naviganti" scritta dal sanluchese nel 1926 e per la prima volta messa in scena nel 1939 al Teatro Eliseo di Roma dalla Compagnia di Andreina Pagnani e Gino Cervi.
Il "Caffè dei naviganti" un'opera di grande intensità, curiosa ed affascinante.
La trama del racconto ruota attorno alla figura del filosofo Rossom (Dimi Des Dhelpes), che con tre donne al seguito: la moglie divorziata Lotte (Laura Pugliese), la segretaria Elfrida (Maria Grazia Teramo), la sua seguace Elsa (Daniela D�Agostino), giunge al "Caffé dei naviganti" di Eraclea, gestito da Filippo (Francesco Sgrò) e dalla giovane sorella Manoela (Manola Falleti).
Rossom per ultimare la sua famosa opera sceglie questo paesino del Sud, dove la natura esiste per ritemprare lo spirito e dove la gente è semplice e buona ed ama vivere in sintonia con gli elementi naturali. 
Ad accompagnarlo c'è anche Karin (Sara Bevilacqua), sua allieva, di cui egli è innamorato non corrisposto.
In questo luogo d'incanto e di magia tutte le donne di Rossom trovano l'amore: la Segretaria col pescatore Surace (Gabriele Picciotto), l'allieva Elsa con Simen (Gianluca Mancuso), deluso da un precedente amore da cui tenta di guarirlo l'amico Kurt (Cateno Calabrò), e soprattutto Karin che decide di andare a vivere un folle amore col pescatore Orlando (Francesco Cotroneo).
Rossom soffre moltissimo ma capisce che deve lasciare libera Karin. La quale, consumata la sua vicenda con Orlando, decide di tornare ai suoi fiordi, cosciente dell'impossibilità di sradicarsi dai luoghi in cui la natura l'ha fatta nascere.
Orlando partirà anch'egli, sui grandi velieri, alla ricerca del proprio destino, mentre Rossom tornerà con la moglie.
Le musiche che, in clima con l'atmosfera eterea della commedia, sono eseguite dal vivo dal compositore Stefano Marcucci, vagavano tra richiami alla musica romantica e a quella lunare di Satie; colori tenui e tinte forti della passione. 
La scenografia di segno pregevolmente pittorico era di Barbara Martelli, i costumi di Samanta Uliva e le luci di Giuseppe Ardizzone.

Caffè dei naviganti - Tema
  • La memoria e il sogno

di Gino Caudai

 

da "Viaggio in Italia" di Goethe 

Taormina Arte - 7 e 8 dicembre 2002


Regia di Walter Manfrè
Musiche originali di Stefano Marcucci


con 
Massimo Venturiello

e con

Margherita Adorisio
Maurizio Faraoni

e la Compagnia Astra Ballett di Diana Ferrara

Viaggio in Italia 1
Viaggio in Italia 2
  • Le pillole d'Ercole

  • Le pillole d'Ercole


di Maurice Hennequin & Paul Bilhaud
 

Sebastiano Calabrò (APAS Produzioni Teatrali - Roma) 

Traduzione ed adattamento di Maurizio Micheli
Scene: Manuel Giliberti 
Costumi: Marina Luxardo
Musiche: Stefano Marcucci 
Luci: Franco Ferrari

Regia di Maurizio Nichetti

con: 

Maurizio Micheli (Dottor Frontignan)
Benedicta Boccoli (Angelica, sua moglie)
Elio Veller (Il colonnello Le Sapon)
Antonio Cascio (Braxon, l'americano)
Fabio Bussotti (Leverdier, assistente di Frontignan)
Claudio Angelini (Lavirette, l'inventore delle pillole) 
Fiorella Buffa (Signora Bicot, madre di Odette)
Paola Lorenzoni (Odette)
Annamaria Ghirardelli (Sidonia, cocotte)
Matteo Micheli (Francesco, anche groom)



Direttor di Palcoscenico: Umberto Pischedda
Assistente alla Regia: Chiara Betocchi
Elettricista: Daniele Bonomo
Fonico: Vincenzo Quadarella
Sarta: Monica Penna
Aiuti Scenogafi: Valentina Pezzini, Cristiano Fossi
Scenografia: Studio Archimede - Roma
Materiale elettrico: Ifet, Roma
Materiale Fonico: Sonus, Roma 
Assistente Costumista: Noemi Begani
Costumi: Farani - Roma
Calzature: Arditi - Roma
Parrucche: Rocchetti & Rocchetti - Roma
Attrezzeria: Rancati - Roma
Trasporti: Sortini M.&C. - Roma
Foto di Scena: Tommaso Le Pera
Ufficio Stampa: Viola Sbragia - Silvia Signorelli
Programmazione e distribuzione: Franca Oggerino
Delegata di Produzione: Angela de Ruvo

Le pillole d'Ercole - Tema 1
Le pillole d'Ercole - Valzer
  • Lisistrata

  • Lisistrata

di Aristofane 


con:

Barbara D'Urso
Giulio Farnese
Fabio Salvatore
G. De Carlo
S.Pieroni
Mario Parlagreco
S. Rizzitello
A. Arcidiacono
A. Luciano

Regia di Walter Manfrè
Musiche di  Stefano Marcucci
Coreografie di Toni Ventura


[...]Dopo aver sbancato i botteghini con E meno male che c'è Maria, il musical interpretato con Enrico Montesano, Barbara D'Urso torna in teatro per interpretare la Lisistrata di Aristofane, per la regia di Walter Manfrè. Nel cast anche Fabio Salvatore e Giulio Farnese. La commedia è il primo testo della culturaBarbara D'Urso occidentale che affronti il problema dell'emarginazione femminile. La cornice storica è quella della lunga guerra del Peloponneso che oppone Atene contro Sparta. L'ateniese Lisistrata vorrebbe dare il suo contributo alla riconquista della pace, ma la gerarchia sociale del tempo esclude rigorosamente le donne da ogni partecipazione politica.

Un ruolo in cui Barbara D'Urso si riconosce perfettamente: «Mi sento anch'io un "capogruppo" - spiega l'attrice -. Desidero una società in cui tutti siano uguali, dove non esistano distinzioni tra ricchi e poveri. Insomma, una concezione molto marxista e u topista». Un testo decisamente attuale, almeno stando alla condizione della donna oggi. «E' attualissimo - conferma la D'Urso -. Certo ai nostri giorni non si potrebbe mettere in pratica la "politica" di Lisistrata, ma ci sono moltissime donne sottomesse, soggiogate, che devono convivere con situazioni familiari drammatiche, oppure mogli che vengono picchiate dai propri mariti». [...]



 

  • Musica tra Eros e Psiche

Produzione "La mise en space"

con 

Vanessa Gravina 
Marco Marelli
Mimmo Fornaro

Regia di Rina La Gioia
Musiche Stefano Marcucci

Musica tra Eros e Psiche - Valzer
  • Orestea


(Agamennone - Coefore - Euménidi) 

Di Eschilo

Con:

Francesco Cotroneo - Guardiano
Renzo Pagliaroto - Primo Corifeo
Marcello Buzzurro - Secondo Corifeo
Orlando Schiavone, Francesco Sgrò - Coreuti
Lisangela Sgobba - Clitennestra
Gianluca Mancuso - Messaggero
Antonio Francone - Agamennone
Clorinda Passeri - Cassandra
Bernardo Migliaccio Spina - Egisto
Francesco Cotroneo - Oreste
Demetrio Mazzotta - Pilade
Giada Vadalà - Elettra
Orlando Schiavone - Portinaio
Filomena Gigliotti - Prima Corifea
Dolores Mazzeo - Seconda Corifea
Alessandra Aulicino, Daniela D'Agostino, 
Manola Falleti, Francesca Lazzaro, 
Clorinda Passeri, Laura Pugliese, 
Alessandra Romano, Maria Grazia Teramo, - Coefore
Francesca Lazzaro - Religiosa
Gianluca Mancuso - Apollo
Sara Bevilacqua - Atena
Alessandra Aulicino, Daniela D'Agostino, 
Manola Falleti, Filomena Giglioti, 
Clorinda Passeri, Alessandra Romano - Coro delle Erinni


Regia

Livio Galassi

Scene e Costumi: Nicola Cosenza
Musiche: Stefano Marcucci
Coreografie: Hannelore Barczat
Luci: Giuseppe Ardizzone
Foto: Giuseppe Lacquaniti

 

Compagnia dell'Accademia d'Arte Drammatica della Calabria 

Per la IV Rassegna di Teatro Classico a Locri, l'attrice Vanessa Gravina ha interpretato il ruolo di Clitennestra, mentre Edoardo Siravo ha recitato nel ruolo di Agamennone